La seduta di ieri sera del consiglio comunale di Como è stata (prevedibilmente) monopolizzata dal tema senzatetto. Un po’ per la mozione leghista (calendarizzata ma slittata) con la quale si chiedeva di installare un cancello anti-clochard ai portici di San Francesco. Ma anche per il caso nazionale dell’assessore ai servizi sociali Angela Corengia, immortalata in un video mentre – proprio a San Francesco – toglie la coperta a un senzatetto, durante una sanificazione periodica.
L’assessore ha detto ieri di non aver commesso quel gesto con violenza, e ha accusato gli avversari di strumentalizzazione politica.
Il caso è addirittura finito sulla prima pagina del Corriere della Sera, nella rubrica Il Caffè di Massimo Gramellini dove, a onor del vero, l’autore ha “scagionato” l’assessore comasco, dipingendo il fatto come un gesto di assistenza e non di sopraffazione.
Gli attacchi all’assessore Corengia sono arrivati dall’aula, dal mondo politico ma anche dall’esterno, dov’era stato organizzato un presidio di protesta contro la cancellata di San Francesco.
A fronte di questo fuoco di fila, dalla maggioranza non sono arrivate grandi parole di difesa, se non dalla Lega. “Lo ha fatto il sindaco a nome di tutti – dice Enrico Cenetiempo, capogruppo di Forza Italia – Conosco da anni l’assessore e nella vita ha sempre aiutato il prossimo e fatto tanto volontariato. In quella specifica situazione credo non abbia saputo scindere i ruoli, volontaria e assessore. L’assessore Corengia, se vogliamo dirla tutta, ha fatto una scivolata da non politica”. “Io credo sia stato un gesto istintivo e non violento – aggiunge Matteo Ferretti di Fratelli d’Italia – Detto questo, siamo convinti che non sia tra i compiti e il lavoro dell’assessore togliere la coperta a un senzatetto”.
Il sindaco ha difeso l’assessore Corengia, più da un punto di vista personale che politico. “Angela Corengia ha un passato e un’esperienza nell’impegno sociale non discutibile – ha detto – Quanti oggi la dileggiano e la offendono forse dovrebbero sciacquarsi la bocca prima di intervenire. Poi ci può essere stato un fatto di leggerezza. Perbacco. Qui tutti possono lanciare pietre perché nessuno ha mai peccato, forza, coraggio, tutti hanno un passato impeccabile”.



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