C’è un po’ di Lario nei grandi successi della coppia Mogol-Battisti. La storia del leggendario mulino ad Anzano del Parco

Lucio Battisti

C’è un filo conduttore che lega Lucio Battisti al Lario. Un artista che tra successi e misteri, ha dato un nuovo volto alla musica italiana. Questa sera la nuova stagione di “Sky Arte 33 Giri – Italian Masters”, andrà in onda con una puntata dedicata a “Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera”. Tra le canzoni più famose al mondo, tutt’oggi amate da vecchie e nuove generazioni, “Ancora tu” e “La compagnia”, un singolo riproposto poi più avanti da Vasco Rossi.

Pietra miliare della discografia, questo album è uscito nel 1976. La coppia Mogol-Battisti scrisse l’opera al rientro da un viaggio negli Stati Uniti. Come riporta la sezione spettacolo di SkyTg24, due dei musicisti, che parteciparono alla creazione presso il leggendario “Mulino”, Claudio Maioli al piano Rhodes e Walter Calloni alla batteria, suoneranno alcuni brani. Va detto infatti che, nel 1973, Mogol decise di acquistare un vecchio mulino ad Anzano del Parco e lo fece ristrutturare per dare vita a uno studio di registrazione all’avanguardia. 

Tra i diversi volti noti del panorama musicale che racconteranno i segreti di questo disco, ci sono il curatore del programma Stefano Senardi, lo scrittore Renzo Stefanel, il disc jockey Claudio Coccolutoe e il cantautore Brunori Sas. Al mixer, Maurizio Biancani e il tecnico del suono che registrò alcuni dei più grandi successi discografici, Gianni Prudente. L’album sarà inoltre disponibile da questo venerdì in vinile.

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