Indennità di confine, la raccolta firme per frenare la fuga dei sanitari in Svizzera

Al via la raccolta firme in provincia di Como per chiedere un’indennità di confine. Frenare la corsa verso la Svizzera degli operatori della sanità, a partire dagli infermieri. E’ l’obiettivo della Uil del Lario che ha lanciato nei giorni scorsi una petizione.

Indennità di confine – I banchetti firme

I banchetti per la raccolta firme saranno presenti oggi all’ospedale di Merate, il 30 marzo a Cantù, il 31 a San Fermo e il primo aprile in via Napoleona a Como.
Il passaggio dall’Italia alla Confederazione Elvetica di operatori sanitari e sociosanitari sta creando gravi difficoltà agli ospedali e alle strutture sanitarie comasche.

Presidi che sono già alle prese con organici ridotti e figure professionali introvabili. Nell’ultimo periodo, decine di professionisti, spesso altamente qualificati, hanno lasciato il lavoro in Italia per prendere servizio oltreconfine. In Svizzera hanno la possibilità di ricevere salari ben più alti rispetto a quelli italiani.

Il segretario della sanità pubblica della Uil del Lario Massimo Coppia chiede da tempo interventi concreti: “Occorre incentivare il personale riconoscendo loro una quota di risorse aggiuntive e continuative a carico del bilancio regionale”.

La finalità

La petizione sarà poi presentata al presidente della regione Lombardia Attilio Fontana e all’assessore al Welfare Letizia Moratti.

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