‘Ndrangheta a Como, l’accusa chiede condanne per 182 anni per undici imputati

“La presenza della ‘ndrangheta nel Comasco è una realtà”. Lo hanno ribadito ancora una volta in aula in Corte d’Assiste a Como i magistrati della direzione distrettuale antimafia di Milano chiedendo condanne per complessivi 182 anni per gli undici imputati nel processo seguito all’operazione “Cavalli di razza”.
I magistrati dell’antimafia Pasquale Addesso e Sara Ombra hanno avuto bisogno di due udienza per la lunghissima requisitoria nella quale hanno ripercorso nel dettaglio i fatti contestati agli undici imputati. Le accuse sono a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, bancarotta, corruzione, frode fiscale, estorsione, oltre a reati legati allo spaccio di stupefacenti.

L’accusa e le richieste

Reati che, per l’accusa, hanno come filo conduttore “il legame con l’associazione criminale presente sul territorio” e l’affermazione, ancora una volta “del controllo della ‘ndrangheta nel Comasco in molti settori economici”. L’accusa ha chiesto di condannare tutti gli undici imputati, da un minimo di 3 anni per l’unico che avrebbe avuto un ruolo marginale fino a un massimo di 24 anni. Il totale delle pene invocate dai magistrati dell’antimafia arriva a 182 anni.
A questo si aggiungono multe, richieste di confisca di beni per un totale che supera i 6,6 milioni di euro e, per tutti, la richiesta di interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’interdizione da una professione e legale, il diverto per 5 anni di contrattare con la pubblica amministrazione.
Gli imputati, ad eccezione di uno che non è sottoposto alla custodia cautelare in carcere, hanno in gran parte seguito l’udienza e l’atto d’accusa nei loro confronti a distanza, collegati con il tribunale di Como in videoconferenza dagli istituti penitenziari in cui sono detenuti.

Le difese

Terminata la requisitoria dell’accusa, sono intervenuti i legali delle parti civili. La parola è passata poi agli avvocati difensori degli imputati, che procederanno con le arringhe anche nelle prossime udienze. La sentenza dovrebbe essere pronunciata entro la fine di aprile.

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