Smog in Lombardia, Consiglio regionale boccia lo “stato di emergenza”. Orsenigo (Pd): “Regione non vuole risolvere il problema”

Seduta straordinaria in consiglio regionale a tema inquinamento dell’aria e misure anti-smog in Lombardia. A richiederla le opposizioni dopo i dati sulla qualità dell’aria delle scorse settimane. Nella seduta, tensioni e bagarre in aula dopo la bocciatura della richiesta di indire uno stato di emergenza per l’inquinamento, presentata dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico, con alcuni consiglieri pentastellati che hanno provocatoriamente indossato le maschere antigas, mentre il governatore Attilio Fontana ha lasciato l’Aula.

Gli ordini del giorno di M5S e Pd per lo stato di emergenza

L’ordine del giorno a firma 5 Stelle chiedeva il riconoscimento dello stato d’emergenza per attivare azioni e misure straordinarie di risanamento ambientale. Stessa richiesta dal Pd, che nel suo ordine del giorno reclamava anche la necessità di un incremento di almeno il 20% del fondo regionale per il trasporto pubblico. Bocciate però entrambe le richieste, mentre è stato approvato invece un ordine del giorno per negoziare gli sforamenti con l’Unione Europea.

L’attacco di Orsenigo (Pd): “Regione Lombardia non vuole risolvere il problema, si vede dai trasporti”

“Regione Lombardia non ha l’ambizione di risolvere il problema dell’inquinamento – ha dichiarato il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo – a partire proprio dal potenziamento del trasporto pubblico che non viene sostenuto”. “Oggi meno di un lombardo su dieci usa il mezzo pubblico – ha continuato Orsenigo – e lo stanziamento della Regione per tram, bus, metropolitane è fermo da anni a 218 milioni di euro, un quarto dei quali è stato nel frattempo mangiato dall’inflazione”.

Per il consigliere comasco il tema dell’inquinamento e del trasporto pubblico non è solamente legato alla salute e all’ambiente. “Come si può pensare di convincere i lombardi a scendere dall’auto privata per salire sul mezzo pubblico se non lo si rende competitivo e presente là dove serve” ha domandato. “La mancanza di trasporto pubblico incide anche sullo spopolamento e sulla perdita di competitività” ha sottolineato Orsenigo.

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