Cantiere della Variante della Tremezzina, Fermi: “Salvini al lavoro. Serve cronoprogramma senza intoppi”

“Ho sentito personalmente il ministro Matteo Salvini questa mattina e mi ha detto che sta monitorando la questione in stretto contatto sia con Anas che con l’impresa. Venerdì il ministro sarà alla festa della Lega a Cantù e faremo il punto della situazione”: l’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione, il comasco Alessandro Fermi, conferma l’attenzione del vicepremier sul cantiere della Variante della Tremezzina, che sta destando preoccupazione tra gli amministratori locali per la situazione di stallo che si è venuta a creare. Ormai da mesi sono fermi gli scavi in galleria a Griante, ma anche a Colonno i lavori stanno procedendo a rilento.

Durante l’ultima riunione del tavolo di coordinamento a Villa Gallia lo scorso luglio, alla quale avevano partecipato anche i responsabili tecnici del Ministero, i vertici di Anas avevano annunciato che a settembre avrebbero presentato un nuovo cronoprogramma del cantiere. Ad oggi ancora tutto tace. Contattati negli ultimi giorni, nessuna dichiarazione è arrivata né da Anas né dal ministro delle Infrastrutture.

“È evidente – dichiara Fermi – che la necessità è quella non soltanto che il cantiere prosegua, ma che lo faccia con un cronoprogramma definito che non abbia più intoppi. L’interesse comune è risolvere le questioni aperte, legate allo smaltimento dei materiali di scavo e all’aumento dei costi. Il nuovo piano dovrebbe arrivare entro la fine di settembre”.

Sulla questione interviene anche il presidente dell’Automobile Club Como, Enrico Gelpi. “Il territorio chiede risposte e rispetto dei tempi – dice Gelpi – Si è parlato inizialmente di finire in tempo utile per le Olimpiadi, poi del 2028, ma è chiaro che di questo passo nemmeno la seconda scadenza che è stata paventata potrà essere rispettata. È necessario che venga presentato un cronoprogramma fattibile, – dichiara Gelpi – che dica chiaramente quando i lavori potranno riprendere e che poi rispetti le date. Si valuti l’ipotesi, come è stato fatto per il ponte di Genova, di nominare un commissario ad hoc che segua l’iter e che possa far sì che vadano avanti le pratiche. Infine, – conclude il presidente dell’Aci Como – se c’è un problema di carenza di fondi, governo e Anas trovino una soluzione per far sì che il finanziamento dell’opera venga garantito”.

“Se entro fine settembre non arriveranno le risposte che attendiamo alzeremo la voce – interviene il presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca – Aspettiamo il cronoprogramma nelle prossime settimane. Verso la fine del mese il prefetto dovrebbe convocare una nuova riunione del tavolo”.

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