Mozzate, gatto ucciso da un fucile ad aria compressa. Il sindaco Ciccozzi: “Indagini in corso ma nessun allarmismo”

C’è sgomento tra i cittadini di Mozzate dopo la morte di un gatto di neanche un anno raggiunto da un colpo di fucile ad aria compressa. Il gatto è stato trovato dai proprietari ormai privo di vita nel giardino di casa. La famiglia lo ha subito portato al vicino pronto soccorso veterinario, dove è stato operato d’urgenza. Un intervento delicato e costoso, ma per il gatto non c’è stato niente da fare. Troppo gravi le ferite riportate.

Mozzate, gatto ucciso e altri casi sospetti: le parole del sindaco

Stando a quanto riferito dai veterinari, l’animale è stato raggiunto da un piombino sparato con una carabina ad aria compressa o un’arma simile. I proprietari, residenti a Mozzate appunto, hanno subito sporto denuncia. A rendere più agghiacciante l’accaduto sarebbero altri casi sospetti segnalati in paese.

A lanciare un appello è l‘associazione LNDC Animal Protection, impegnata in difesa degli animali. “È inaccettabile – si legge in una nota – che un atto di tale violenza possa ripetersi indisturbato e che chi lo compie possa continuare a colpire altri animali. In questa situazione la collaborazione di tutti diventa fondamentale. Qualcuno sa e non può tacere”.

Raggiunto telefonicamente, il sindaco di Mozzate, Clemente Ciccozzi, si rivolge direttamente ai suoi concittadini, tranquillizzandoli. “In seguito alla denuncia, i carabinieri si sono subito messi al lavoro per ricostruire quanto successo. L’attività di indagine da parte delle forze dell’ordine è ancora in corso. Sono fiducioso, certo che l’autorità giudiziaria farà luce sull’accaduto. L’intera amministrazione comunale condanna l’episodio. È gravissimo”, commenta il sindaco, che poi precisa: “I carabinieri finora hanno accertato un solo caso di morte per ferite compatibili con un’arma ad aria compressa o una carabina. Le altre segnalazioni restano da verificare e non vi sarebbe alcuna certezza in merito”.

Poi l’appello: “Mi sento di tranquillizzare la cittadinanza. È necessario aspettare l’esito delle indagini. Non è il momento di generare panico. Ma se venisse accertata la presenza di un soggetto armato – conclude – sarebbe gravissimo e preoccupante, sia per gli animali sia per le persone”.

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