Blevio, due settimane dopo l’alluvione. Un viaggio tra fango, sassi e macerie: la paura degli sfollati

Da un lato le bellezze del Lario, dall’altro un cumulo di sassi, rami, macerie e altri detriti. Un paese, Blevio, che ha completamente cambiato volto. Sono passate più di due settimane dalla violenta ondata di maltempo. Girola, la frazione a lago, è una delle più colpite. Qui la frana ha portato con sé sassi, fango e detriti. Grossi massi si sono riversati a valle dal versante della montagna, distruggendo case e spazzando via ricordi e sacrifici di una vita. Un cumulo di detriti alto diversi metri ha devastato la zona. Da quasi venti giorni c’è chi con mani e piedi nel fango si impegna senza sosta per ripulire le case e le strade. Le ruspe sono in azione, i lavori continuano incessantemente, ma la situazione resta critica. Molti detriti sono già stati rimossi, ma le immagini parlano chiaro: di lavoro da fare, purtroppo, ce n’è ancora molto. 

I danni del maltempo nella frazione di Girola, a Blevio. Dopo quasi venti giorni i lavori procedono incessantemente

Maltempo e danni a Blevio, un territorio ferito che prova a rialzarsi nonostante la paura

Blevio, in ginocchio, prova a rialzarsi e lo fa grazie allo spirito di chi quel territorio lo vive tutti i giorni, nonostante la paura. “L’alluvione del 22 settembre è stata addirittura peggiore di quella del 2021 e così i danni che ha causato”, ci dicono i residenti. Tra loro Laura, che con la frana di quindici giorni fa ha detto addio a vecchi ricordi (come i mobili in legno dei suoi nonni), ai suoi libri, alla sua bicicletta nuova, che usava tutti i giorni per andare a lavoro. Ha salutato per sempre tanti “dettagli” che negli anni hanno reso speciale quella che comunemente chiamiamo casa ma che dentro racchiude affetti, ricordi, pianti e sorrisi, i pranzi di Natale, le feste in compagnia, una figlia che cresce. Lei è una dei 39 sfollati di Blevio, a cui si aggiungono quelli dell’alluvione di quattro anni fa. Sta soggiornando in un B&B del paese, ma dopo il 23 ottobre dovrà trovare un’altra sistemazione. “Passerà un anno – ci dice – prima di rivedere la mia casa in condizioni di sicurezza”. “Quella notte – racconta commossa – è stato terribile. Sembrava il rumore delle bombe. È stato un disastro ed è un miracolo se sono ancora viva”. Una conta dei danni che è difficile da fare, almeno per il momento, ma le stime parlano chiaro. “Soltanto per la casa ci aggiriamo sui 250mila euro, a cui si aggiungono auto, moto e altri beni rimasti schiacciati dalla furia della frana”, spiega la residente di Girola.

Massi nelle case e fango sulle finestre: il viaggio nelle zone più colpite dal maltempo del 22 settembre prosegue nella frazione di Sopravilla, un’altra delle zone maggiorente colpite. Qui i lavori, purtroppo, procedono a rilento.

I danni della frana del 22 settembre nella frazione di Sopravilla

Il dissesto idrogeologico, infatti, è fortemente peggiorato dopo l’ultima alluvione e intervenire si sta rivelando particolarmente complicato. I residenti hanno paura: la situazione sul versante della montagna resta osservata speciale, molte briglie sono ancora da pulire e il rischio è che, non appena le precipitazioni torneranno a farsi più intense, possa succedere l’ennesimo disastro. Strade strette e poco agevoli, che d’un tratto si riempiono di massi e fango. Non è facile rivivere quei momenti, che tuttavia restano impressi in maniera indelebile. Ce lo racconta Samantha, che ha i genitori ospiti a casa sua da quel lunedì di due settimane fa. “Hanno fatto tanti sacrifici per quella casa e non sanno neppure quando potranno rientrarci”, spiega.

La frazione di Sopravilla quasi venti giorni dopo la violenta ondata di maltempo che ha colpito il Comasco

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