Nuovo stadio e criticità. Gli scontri in un punto, per la questura, “problematico per la sicurezza”

Poche ore prima di Como-Bologna, sul sito del Comune di Como la pubblicazione del via libera al nuovo stadio dopo la conferenza dei servizi, con la pubblicazione delle segnalazioni di criticità.

Dopo quello che è accaduto, con gli scontri prima della partita tra lariani ed emiliani, in molti hanno pensato ai rilievi della Questura, ai quali era stato dato ampio spazio (QUI l’articolo). Di fatto è stata manifestata contrarietà all’ipotesi di riassegnare le curve: la “Monumento” ai tifosi locali, quella dalla parte dell’hangar ai sostenitori ospiti, come peraltro era codificato fino a metà degli anni ‘80.

Tra le segnalazioni di criticità proprio quella che poi è stata confermata dai fatti. La questura ha spiegato nell’ambito della conferenza dei servizi per il nuovo stadio che l’attraversamento di via Rosselli e via Masia – proprio il luogo degli scontri di sabato scorso – presenta “evidenti potenziali problematiche per l’ordine e la sicurezza pubblica”.

Sempre la questura ha manifestato la propria perplessità per l’utilizzo della direttrice autostradale A9 con le uscite Como Lago e Monte Olimpino, con il successivo transito dalla via Borgovico. Di fatto il degli ultras bolognesi che hanno cercato lo scontro.

“Si potrebbe registrare – scrive la questura – una elevata concentrazione di ospiti e locali in forma promiscua e in un ambito territoriale ristretto. Situazione questa in contrasto anche con le indicazioni programmatiche e le direttive emanate dall’Osservatorio in tema di caratteristiche generali ed infrastrutturali degli impianti sportivi”.

I fatti di sabato hanno mostrato che l’ipotesi di spostare le curve potrebbe effettivamente creare seri problemi di ordine pubblico.

La questura aveva inoltre fatto altre sottolineature rispetto a possibili criticità. L’area esterna della curva ospiti (con il paventato spostamento dalla parte dell’hangar) presenterebbe problematiche legate agli spazi di manovra dei mezzi di trasporto; attualmente le aree di quella zona appaiono inadeguate rispetto alle dimensioni dei mezzi. Alla luce di questi fattori – così si chiude il parere della questura – il nuovo assetto prospettato presenterebbe spazi più ristretti, non in linea con una adeguata gestione delle criticità.

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